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21.4.16
10.4.16
CASSIOPEA public water 5x1000
Car*,
molt* di voi ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro
molt* di voi hanno partecipato ai nostri spettacoli, laboratori o sono intervenuti alle nostre installazioni.
molt* di voi indossano qualcosa di Cassiopea.
ci seguite in tanti, ve ne siamo grate e vi chiediamo di sostenere ancora il nostro lavoro e le donne che collaborano con noi
nei tanti eventi che riusciremo ancora a offrirvi.
chi lo desideri può devolvere il 5xmille alla Cooperativa sociale Cassiopea, ricordando che occorre firmare l'apposita parte del modulo (del CUD, 730 e Mod. Unico 2016 a seconda della professione) e inserire il codice fiscale della Cooperativa (c.f.01015330325)
Grazie per l'attenzione, la partecipazione e buon inizio settimana!
molt* di voi ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro
molt* di voi hanno partecipato ai nostri spettacoli, laboratori o sono intervenuti alle nostre installazioni.
molt* di voi indossano qualcosa di Cassiopea.
ci seguite in tanti, ve ne siamo grate e vi chiediamo di sostenere ancora il nostro lavoro e le donne che collaborano con noi
nei tanti eventi che riusciremo ancora a offrirvi.
chi lo desideri può devolvere il 5xmille alla Cooperativa sociale Cassiopea, ricordando che occorre firmare l'apposita parte del modulo (del CUD, 730 e Mod. Unico 2016 a seconda della professione) e inserire il codice fiscale della Cooperativa (c.f.01015330325)
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Trieste
6.4.16
1.4.16
CASSIOPEA in PRIMAVERA
Filastrocca di primavera,
come tarda a venire la sera.
L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.
Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene.
(Rodari)
19.12.15
26.4.15
Il “nostro” 23 aprile, Giornata mondiale del Libro
Come annunciato nel post Alfabeto del XX secolo, ci siamo riuniti il 23 aprile scorso alle ore 19.00 nell’accogliente Libreria Caffè San Marco di Trieste, con un bel gruppetto di lettori volontari per raccontare la storia umana e professionale di Orio Vergani e Vittorio Podrecca.
Indro Montanelli scriveva di Vergani: <<Gli chiedessero un articolo sulla pittura post-impressionista, su un campione di pugilato o sulla scoperta di un mammut, la risposta di Orio Vergani era sempre la stessa: “Quante parole?”. Non gli occorreva sapere altro per sedere alla scrivania (…) e prendere l’avvio. Sempre a penna (alla Olivetti Lettera 22 non ci arrivò mai), su un mucchietto di cartelle tagliate a metà, e che a metà riempiva in senso trasversale: per intero la prima riga, poi partendo nella seconda da uno spazio bianco, che nelle righe successive si allungava fino a non lasciargli nell’ultima che lo spazio per una parola sola (…) tirava via sino in fondo senza una esitazione né un pentimento>>
Con i lettori volontari Elena Amoroso, Marina Calcagno, Roberto Canziani, Antonella Caruzzi, Daniela De Rossi, Sabina de Tommasi, Rosella Gallicchio , Adriano Giraldi, Sonia Mauro, Franco Però, Federica Ribolli, Eugenio Spagnol, Paolo Tassinari, Mavis Toffoletto, Loriana Ursich, Francesca Vicini, e con la guida di Barbara Della Polla, abbiamo letto brani tratti da:
“Ricordi sott’odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti” di Indro Montanelli, ed. Rizzoli
da “Alfabeto del XX Secolo” di Orio Vergani, ed. Baldini & Castoldi
abbiamo letto
- Bruno Angoletta
- Bagutta
- Josephine Baker
- Maurice Chevalier
- Mistinguett
- Wanda Osiris
- Padereski
- Anna Pavlova
- Pirandello
- Ridolini
- Scala
- Arturo Toscanini
- Trilussa
- Totò
“Birignao” di Orio Vergani, ed. Casamassima
da “Orio Vergani a cinquant’anni dalla scomparsa”, a cura dell’Accademia Italiana della Cucina
abbiamo letto
- Il risotto a casa Vergani
- I miei amici a tavola
- Piena di forza e soavità
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Vittorio Podrecca
24.4.15
UN TESORO PREZIOSO
![]() |
| Il fascino senza tempo del tesoro di Podrecca (clicca sulla foto di Eugenio Spagnol per leggere l'articolo) |
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Vittorio Podrecca
23.12.14
21.12.14
9.12.14
Le Farfalle di Trieste
LE FARFALLE DI TRIESTE
Da un libro di Fabrizia Ramondino, l'attrice e regista Barbara Della Polla ha tratto uno spettacolo che riprende i temi della sofferenza psichiatrica. Un lavoro con quindici donne in scena, in cui allegria, dolore, esuberanza, fragilità sembrano miracolosamente in bilico, colte sul limite dove la vita e la sua rappresentazione si toccano. Di Passaggio che ha debuttato al Teatro Rossetti, prodotto dallo Stabile del Friuli - Venezia Giulia e dalla Piccola Società Cooperativa Cassiopea, sarà a Roma il prossimo aprile
di ROBERTO CANZIANI
(continua)
vai al link
IL CIRCO DELLE DONNE
IN PASSERELLA LE CLOWN DEL TORMENTO E DELLA TENEREZZA
Barbara Della Polla ha ideato Il Circo delle Donne, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del FVG, l'istituzione pubblica che opera a Trieste, e dalla Piccola Società Cooperativa Cassiopea. Nella città di Basaglia, quindici straordinarie artiste del disagio mettono in pista il diario delle proprie ferite. E sorridono
di ROBERTO CANZIANI
vai al link
27.11.14
writing weavers tessitrici di scritture
W - writing
weavers - collezione di abiti e bags da indossare e portare con sé
realizzati Cassiopea.
Il primo elemento di identità è il nome:
Cassiopea è una poche costellazioni visibili
in ogni periodo dell'anno,
delle più facili da riconoscere grazie
alla sua caratteristica forma a “W”.
Cassiopea è una poche costellazioni visibili
in ogni periodo dell'anno,
delle più facili da riconoscere grazie
alla sua caratteristica forma a “W”.
Così è anche la collezione di Cassiopea:
pezzi unici, riconoscibili subito dal taglio e dai colori.
W è una linea che brilla
per raffinatezza e semplicità.
Ogni indumento è stato pensato e realizzato
attraverso un processo
che parte dalla scrittura teatrale
ed arriva ad esaltare il lavoro artigianale in una sintesi artistica tra corpo,
individualità e abito.
che parte dalla scrittura teatrale
ed arriva ad esaltare il lavoro artigianale in una sintesi artistica tra corpo,
individualità e abito.
Ogni indumento riflette una pluralità
di stimoli, evitando le logiche industriali della moda,
a favore della produzione di piccoli pezzi unici
che
seguono i tempi delle donne e non quelli delle stagioni del prêt-à-porter.
W - writing weavers, letteralmente tessitrici di scritture
![]() |
| giacca lana cotta senza maniche collo ampio e avvolgente pezzo unico |
![]() |
| t-shirt applicazione personalizzata |
![]() |
| abitino per una sera di festa collo torciglione uncinetto |
![]() |
| un abitino per una serata di festa lana e applicazioni foderato rosso |
![]() |
| cappottino lana cotta pezzo unico |
![]() |
| abito crepe di seta lavorazione tessuto a balze fatto a mano |
19.4.14
UNA FIABA INFINITA piccolo video
Un pomeriggio di festa per bambini curiosi di tutte le età
Piazza Vittorio Veneto - Trieste
installazioni laboratori giochi libri letture fatte ad Arte
per bambini curiosi di tutte le età
grazie a tutti!
a quelli che son passati a curiosare
a giocare
ad ascoltare fiabe e filastrocche
a costruire giganteschi fiori di carta e parole
a chi ha tessuto le fila dei nastri celesti
grazie per la collaborazione
Naanstudio
Mostri113
Seed
Nat e a Konrad dei Piccoli
e alla Tipografia Artigrafiche Stella
per saperne di più UNA FIABA INFINITA
11.4.14
5 x mille CASSIOPEA POETICA-MENTE
Car*,
molt* di voi ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro
molt* di voi hanno partecipato ai nostri spettacoli, laboratori, sono intervenuti alle nostre installazioni o hanno apprezzato i nostri documentari
molt* di voi indossano qualcosa di Cassiopea.
ci seguite in tanti, ve ne siamo grate e vi chiediamo di sostenere ancora il nostro lavoro e le donne che collaborano con noi
nei tanti eventi che riusciremo ancora a offrirvi.
chi lo desideri può devolvere il 5xmille alla Cooperativa sociale Cassiopea, ricordando che occorre firmare l'apposita parte del modulo (del CUD, 730 e Mod. Unico 2013 a seconda della professione) e inserire il codice fiscale della Cooperativa (c.f.01015330325)
Grazie per l'attenzione, la partecipazione e buon fine settimana!
molt* di voi ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro
molt* di voi hanno partecipato ai nostri spettacoli, laboratori, sono intervenuti alle nostre installazioni o hanno apprezzato i nostri documentari
molt* di voi indossano qualcosa di Cassiopea.
ci seguite in tanti, ve ne siamo grate e vi chiediamo di sostenere ancora il nostro lavoro e le donne che collaborano con noi
nei tanti eventi che riusciremo ancora a offrirvi.
chi lo desideri può devolvere il 5xmille alla Cooperativa sociale Cassiopea, ricordando che occorre firmare l'apposita parte del modulo (del CUD, 730 e Mod. Unico 2013 a seconda della professione) e inserire il codice fiscale della Cooperativa (c.f.01015330325)
Grazie per l'attenzione, la partecipazione e buon fine settimana!
8.4.14
Le avventure della bambina rossa. MERDRA!!
La parola più “forte” che
potevamo dire da piccoli era MERDA!
Sempre pronunciata
silenziosamente, a bassa voce. Ma faceva ridere e più la dicevi e più ridevi.
e MERDRA diceva Madre Ubu
e MERDRA dissero i fratelli
francesi, una ragazza e due ragazzi, conosciuti sulla strada d’Irlanda cercando
di farsi tirare su da qualche automobilista di passaggio, sotto una pioggia
scrosciante.
MERDA MERDA MERDA!
Chiusa nel box rosso, come si
usava a quei tempi e con il vasino rosa,
mi trovarono a giocare con la mia merda e che ridevo a crepapelle. Calda
e malleabile come un pongo moderno. Si potevano fare numerose costruzioni con
la propria merda. Sì perché ai bambini basta veramente poco per essere felici e
non sentirsi soli. La bambina è
silenziosa… e intanto aveva spennellato
tutto di merda.
MERDA SANTA!!!
Poi avanti con l’età capisci che
è meno santa e imprechi contro i padroni di quei cani, o meglio quei cani di
padroni, che non si curano del bene comune e lasciano negli angoli più
impensati, a volte anche al centro di marciapiedi impervi, agglomerati
d’escrementi.
MERDA!
Finché un giorno qualunque, di
una domenica qualunque, di un anno qualunque ma che sta per finire e vorresti startene tranquilla sotto le coperte,
squilla il telefono. Lasciatemi dormire!
MERDA!!!
Rispondi perché sei gentile… e
così che ti hanno insegnato… la segreteria telefonica non funziona… e poi
perché è appena passato il Natale e forse c’è qualcuno che vuole farti gli
auguri.
Infatti si comincia con gli auguri.
Ma un’attimo dopo, con un giro di
parole del tutto incomprensibile, dall’altro capo del telefono senti dire che
nel garage sotto il tuo studio ci sono delle infiltrazioni. Anzi piove.
Nel garage? Sotto lo studio? E
come fa a saperlo? Perché il proprietario del garage, che sta sotto il tuo
studio, ha telefonato al geometra che abita al 6° piano, che ha quattro figli,
che conosce la zia della vicina che ha telefonato al panettiere… Surreale tutta
la città sa che piove nel garage sotto il tuo studio!
MERDA!
Decidi lentamente di interrompere
la giornata dedicata al riposo e un po’ imprecando ma ancora assonnata, cerchi
di capire se è il caso di uscire. Nuovamente il telefono squilla. Nuovamente
auguri di fine d’anno. Niente affatto. Dall’altro capo del telefono uno voce,
sconosciuta e decisa, ti dice che se non sarai lì entro 10 minuti verranno
chiamati i pompieri. Tu che sei gentile, un po’ ti spaventi, sempre
gentilmente, fai capire che se già fuori casa, che sei già per strada, che anzi
se già lì dove sembra che piova a dirotto.
Allora bisogna proprio uscire.
MERDA!!!
E la macchina? Dove hai messo la
macchina. La macchina?? Quale macchina? Mica l’ho usata io l’ultima volta la
macchina?? Parcheggiata? Dove posso averla parcheggiata? Le chiavi dove sono le
chiavi??? Si ecco queste sono le chiavi… e la macchina?? Vuoto totale… è come
se una parte del cervello avesse totalmente dimenticato, cancellato, tolto una
sezione…
Il parcheggio e la macchina.
MERDA!
Davanti al tabacchino… sì mi
pare… o davanti al panettiere? L’ho parcheggiata lì, sicuro.
Non sono per niente sicura ma non
ci possono essere altri posti adesso da ricordare. Rimango a casa mentre
l’altra tua metà è già scesa, imprecando alla volta dello studio. Squilla
nuovamente, questa volta il citofono. La macchina non c’è. Non l’hai
parcheggiata davanti al tabacchino o al panettiere che sia, non c’è. Fa niente
prendi un taxi o vai a piedi, adesso non ricordo. Io ho il vuoto totale. Non
posso ricordare tutto e poi la macchina non l’ha sposto quasi mai. Riaggancio
il citofono… Silenzio… Com’è possibile che non ci sia la macchina? Adesso sono
sicura, non ricordo nient’altro, ma sono sicura… Anzi sicurissima… Ho il vuoto
attorno ma quella sezione di ricordo è molto chiara. La macchina è parcheggiata
d’avanti al tabacchino. A spina di pesce e in più un parcheggio regolare.
Regolarissimo…
MERDA!
Infilo i pantaloni sul pigiama,
la maglia sul pigiama… metto un filo di rossetto, quello non può mancare anche
nelle tragedie più tragedie e, con le scarpe slacciate, scendo.
Quaranta passi e svolto a
sinistra. Una voragine. La strada è un cantiere, transenne, un buco enorme.
E le macchine? non ci sono. Come
non ci sono? Adesso sono sicura, sicurissima. La macchina l’avevo parcheggiata
proprio qui. Qui, dove ora si apre questa voragine.
Un buco nero ed in fondo un
intreccio di tubi.
MERDA!!!
Due donne mi guardano con aria
divertita. Forse perché sono sconvolta e devo aver lasciato intravedere il
vuoto della mente… mi guardano e ridono. E la macchina???
Portate via, stanotte, alle 4.20.
Intervento d’urgenza sono scoppiati i tubi dell’acqua o forse un attentato. Di
questi tempi anche questo potrebbe essere plausibile. Un attentato sotto casa,
le macchine rimosse di notte al buio. Mi guardo attorno. Tutta la strada è
invasa dal fango e dalle pietre. Surreale, portare via le macchine senza
lasciare un biglietto.
Cosa faccio???
MERDA!!!
Chiamo in studio. Sarà arrivato,
mi dirà che è stato tutto uno scherzo, che non piove nel garage sotto allo
studio. Il telefono squilla a lungo e a vuoto. Lui non c’è o non risponde,…
perché non risponde? Allora chiamo la polizia municipale. La macchina, la mia
macchina, dove avete messo la mia macchina?? Signora tranquilla ma non siamo
stati noi… non abbiamo notizie ma forse il 113. Chiudo il telefono e
inconsciamente rifaccio il numero dello studio. Non risponde. Allora il
cellulare. Non risponde. Provo nuovamente in studio ma il telefono squilla
sempre a vuoto.
Ok. Niente panico. Troviamo
intanto la macchina… 113. Sì signora, la macchina l’abbiamo fatta prelevare
noi. Questa notte. Esplosione tubi. Un attentato? Ma no signora… nessun
attentato. La macchina? Intera. Ma no, signora, non deve pagare nulla, è stato
un intervento d’urgenza. Deve solo andarla a prendere.
Meno male. Richiamo in studio,
devo dare la buona notizia. Numero. Risponde. La macchina c’è vado a prenderla,
vado in taxi. E lì??? Qui siamo invasi dalla MERDA!
MERDA! MERDA!
Invasi? Si è tutto distrutto.
Distrutto? Un rigurgito natalizio ha invaso lo studio, ha oltrepassato le
pareti, è salita ai battiscopa, si è infilata negli anfratti, tutto galleggia
nelle varie sfumature…
Mi è salita una sonora risata.
MERDA!
Chiusa dentro il box rosso con il
vasino rosa ridevo a crepapelle modellando quel pongo moderno.
Sì, basta veramente poco per
essere felici e non sentirsi soli.
Tutta attorno avvolta da quel
tepore natalizio.
MERDRA!!
4.2.14
DAI 3 AI 93 - una meravigliosa invenzione
“Con
questo progetto vogliamo dare testimonianza diretta di una passione e di un immenso patrimonio culturale (storico, sociale, artistico, linguistico),
appartenente alla Regione Friuli Venezia Giulia, alla storia di Cividale, e nel caso di questa
antica arte, potremmo proprio dire patrimonio dell’umanità"
Vittorio Podrecca, è stato non
solo tra i grandi rifondatori del teatro di marionette, ma anche della messa
in scena italiana del primo Novecento.
Il perno delle sue intuizioni consiste nell’aver favorito l’incontro tra la tradizione marionettistica e una cultura borghese aperta sia alla nuova sensibilità artistica sia a un’imprenditorialità organizzata.
Lo straordinario e inesauribile successo dello spettacolo Varietà continua anche grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’opera del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che nel 1979 si impegna a recuperare, restaurare e riprendere la produzione di spettacoli proprio con quelle marionette che la morte di Podrecca, avvenuta nel 1959, rischiava di archiviare e disperdere definitivamente.
Il perno delle sue intuizioni consiste nell’aver favorito l’incontro tra la tradizione marionettistica e una cultura borghese aperta sia alla nuova sensibilità artistica sia a un’imprenditorialità organizzata.
Lo straordinario e inesauribile successo dello spettacolo Varietà continua anche grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’opera del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che nel 1979 si impegna a recuperare, restaurare e riprendere la produzione di spettacoli proprio con quelle marionette che la morte di Podrecca, avvenuta nel 1959, rischiava di archiviare e disperdere definitivamente.
All’inizio
degli anni ’80 alcuni giovani si avvicinarono al mondo del teatro professionale
grazie al Teatro Stabile del Friuli
Venezia Giulia (che nel 1979 si
era impegnato a recuperare, restaurare e riprendere la produzione di spettacoli
proprio con quelle marionette che la morte di Podrecca, avvenuta nel 1959,
rischiava di archiviare e disperdere definitivamente) e alla passione di
Sergio D’Osmo. Direttore artistico e scenografo dello Stabile. D’Osmo aveva
intuito le grandi potenzialità di quelle “teste di legno”, richiamando alcuni
degli storici marionettisti della compagnia dei Piccoli, allestendo i numeri di
repertorio del Varietà e producendo nuovi spettacoli con le marionette.
I nuovi Piccoli di Podrecca, portarono
nuovamente nei Teatri italiani ed europei lo storico repertorio; attraversarono
l’Oceano, tornando sui passi di Vittorio Podrecca in Argentina, Brasile,
Messico, per approdare in Russia, Grecia, Israele, accolti ovunque con grande
entusiasmo a testimoniare che la gloria del Teatro dei Piccoli non aveva perso
nulla del suo splendore.
I giovani allievi impararono un mestiere antico e
meraviglioso come quello del marionettista, sotto la guida e le abili mani di artisti-artigiani, ancora attivi se pur anziani (ricordiamo
Giannina Braga, Etelvoldo Cagnoli, Rina Quaglia, Contrando Picchi, Gianfranco
Gambarutti, Silvio Vanelli), che della storica compagnia avevano fatto parte.
Impararono
anche attraverso i racconti a conoscere le vicende e la storia della compagnia,
ne “adottarono” le movenze e i vezzi del
mestiere.
Impararono a conoscere i pregi e le virtù del mondo del Teatro ma
anche le piccole “cattiverie” del mestiere.
Dopo
quasi trent’anni alcuni di questi “giovani allievi” si sono ritrovati per
ridare vita e memoria ad un patrimonio importante e unico nel panorama Regionale, Nazionale e
Internazionale.
Prima attraverso la realizzazione del documentario storico
“VITTORIO PODRECCA e il TEATRO DEI PICCOLI” prodotto da TICOFILM e Cassiopea, con il
sostegno del Comune di Cividale, per RAI Educational, adesso realizzando lo spettacolo dai
3 ai 93 Una meravigliosa invenzione
nuovo progetto sostenuto dalla Regione FVG – Direzione Cultura.
nuovo progetto sostenuto dalla Regione FVG – Direzione Cultura.
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