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10.4.16

CASSIOPEA public water 5x1000

Car*,

molt* di voi ci conoscono e apprezzano il nostro lavoro
molt* di voi hanno partecipato ai nostri spettacoli, laboratori o sono intervenuti alle nostre installazioni.
molt* di voi indossano qualcosa di Cassiopea.

ci seguite in tanti, ve ne siamo grate e vi chiediamo di sostenere ancora il nostro lavoro e  le donne che collaborano con noi
nei tanti eventi che riusciremo ancora a offrirvi.
chi lo desideri può devolvere il 5xmille alla Cooperativa sociale Cassiopea, ricordando che occorre firmare l'apposita parte del modulo (del CUD, 730 e Mod. Unico 2016 a seconda della  professione) e inserire il codice fiscale della Cooperativa (c.f.01015330325)

Grazie  per l'attenzione, la partecipazione e buon inizio settimana!

1.4.16

CASSIOPEA in PRIMAVERA



Filastrocca di primavera,
come tarda a venire la sera.
L'hanno vista ferma in un prato
dove il verde è rispuntato,
un profumo di viole in fiore
l'ha trattenuta un paio d'ore,
ha perso tempo lungo la via
presso un cespuglio di gaggia,
due bimbi con un tamburo di latta
hanno incantato la sera distratta.
Adesso è tardi, lo so bene:
ma però la sera non viene.

(Rodari)

20.11.15

UNA NUOVA AVVENTURA INIZIA

  • Vittorio Podrecca, Milan Klemenčič & Hermenegildo Lanz 
     European Puppetry Pioneers Behind The Scenes
  • All Strings Attached: The Pioneers of European Puppetry Behind the Scenes is a project conceived as a series of workshops, exhibitions and performances traveling from the Alps to the Mediterranean and promoting European Puppetry heritage, diversity and tradition, using an integrated approach and presenting puppetry as a “total work of art”. It is inspired by the Puppetry Pioneers of the European avant-garde period. In the beginning of the 20th century the puppetry scene was revived by a generation of important protagonists, who proposed new forms and integrated the artistic work of composers, writers and artists. It is necessary to give a comprehensive view of this era. In order to reach an audience, puppetry will be presented through its history, location, cultural stamp, concepts and techniques. The first part of the Project is focused on technical art historical research and preservation, and will lay the foundation for the further development of the project. In the second part the essential idea is to construct innovative and creative events, which will appeal to a wide cross-section of the general public, offer diverse perspectives and opportunities to enter into dialogue with puppetry, and encourage interconnectivity and innovation. The project will also be aimed towards changing prejudiced public perceptions about puppetry and opera. While children form a large part of puppet theatres’ audiences worldwide, puppetry is not just for children. It is often undervalued and it is necessary to increase the quality, growth and perception of the European puppet theaters. Opera as a related field of the performing arts is on the contrary often defined as elitist. Through interactive community curating, contemporary technology and inclusive design, combining opera with puppetry and emphasizing awareness of the need to protect cultural heritage, we would like to achieve a mind shift in the audience, and enable a comprehensive cultural experience for them.

26.4.15

Il “nostro” 23 aprile, Giornata mondiale del Libro

Come annunciato nel post Alfabeto del XX secolo, ci siamo riuniti il 23 aprile scorso alle ore 19.00 nell’accogliente Libreria Caffè San Marco di Trieste, con un bel gruppetto di lettori volontari per raccontare la storia umana e professionale di Orio Vergani e Vittorio Podrecca.
Indro Montanelli scriveva di Vergani: <<Gli chiedessero un articolo sulla pittura post-impressionista, su un campione di pugilato o sulla scoperta di un mammut, la risposta di Orio Vergani era sempre la stessa: “Quante parole?”. Non gli occorreva sapere altro per sedere alla scrivania (…) e prendere l’avvio. Sempre a penna (alla Olivetti Lettera 22 non ci arrivò mai), su un mucchietto di cartelle tagliate a metà, e che a metà riempiva in senso trasversale: per intero la prima riga, poi partendo nella seconda da uno spazio bianco, che nelle righe successive si allungava fino a non lasciargli nell’ultima che lo spazio per una parola sola (…) tirava via sino in fondo senza una esitazione né un pentimento>>

Con i lettori volontari Elena Amoroso, Marina Calcagno, Roberto Canziani, Antonella Caruzzi, Daniela De Rossi, Sabina de Tommasi, Rosella Gallicchio , Adriano Giraldi, Sonia Mauro, Franco Però, Federica Ribolli, Eugenio Spagnol, Paolo Tassinari, Mavis Toffoletto, Loriana Ursich, Francesca Vicini, e con la guida di Barbara Della Polla, abbiamo letto brani tratti da:

“Ricordi sott’odio. Ritratti taglienti per cadaveri eccellenti” di Indro Montanelli, ed. Rizzoli


da “Alfabeto del XX Secolo” di Orio Vergani, ed. Baldini & Castoldi
abbiamo letto

  • Bruno Angoletta
  • Bagutta
  • Josephine Baker
  • Maurice Chevalier
  • Mistinguett
  • Wanda Osiris
  • Padereski
  • Anna Pavlova
  • Pirandello
  • Ridolini
  • Scala
  • Arturo Toscanini
  • Trilussa
  • Totò

“Birignao”  di Orio Vergani, ed. Casamassima


da “Orio Vergani a cinquant’anni dalla scomparsa”, a cura dell’Accademia Italiana della Cucina
abbiamo letto

  • Il risotto a casa Vergani
  • I miei amici a tavola
  • Piena di forza e soavità
fino all’ultimo: l’epitaffio di Orio Vergani, scritto da Montanelli

La Biblioteca Hortis di Trieste ha preparato su Vergani una interessante bibliografia, che trovate cliccando QUI.

L’ Emeroteca Fulvio Tomizza ha curato alcuni approfondimenti, che trovate QUI

27.1.15

La bambina rossa per i giorni della memoria

Mettiti in viaggio anche se l’ora non ti piace: Quando arriverai,  l’ora ti sarà comunque gradita.
Proverbio tuareg

Ma insomma io di dove sono ?  La sera lo chiedevo a mio padre . Sei la mia preferita rispondeva lui. Papà mi racconti una storia? Quelle sì che le sapeva raccontare bene. E con le storie mi faceva dimenticare che avevo dovuto lottare tutto il giorno con quel cognome che nessuno capiva.  
Come ti chiami? Maria Barbara Della Polla. Polla Polla. Non Porta, Bolla. 
Staccato doppia elle.  La D maiuscola. Non sono nobile. La mamma mi aveva istruito bene: Polla non è la figlia del pollo ma una polla d'acqua, quelle che si formano nel terreno.  Avevo un bel dire io. 
Ero sempre polla la figlia del pollo. Come la più piccola delle mie sorelle che mia madre si ostinò a chiamare Clio (non c'era ancora la macchina della FIAT!). Clio è un nome da maschio. Sei un maschio. No è una musa greca, quella della storia mi pare. 
Bisognava sempre giustificare qualcosa.       
Papà mi racconti una storia? Oh sì, lui era bravo a raccontare.
Ogni sera si ripeteva il rito, io sotto le coperte, il papà seduto accanto a me. Era lui e non la mamma a raccontare....  Cose per me sconosciute e dietro alle sue storie si moltiplicavano i personaggi.  Papà mi racconti una storia? Volevo sentire sempre le stesse... quella della melassa ad esempio... in Germania si pativa la fame... ci davano pochi bollini per comprare il pane. Io immaginavo i bollini come dei francobolli,  quelli che si attaccano sulle cartoline... un giorno una ragazza ci ha avvicinati... non ho mai capito come avesse fatto...  io immaginavo il papà dietro ad un filo spinato... come quelle immagini che avevo visto degli ebrei nei campi di concentramento... un campo di lavoro è come un campo di concentramento? Lui non rispondeva e continuava... quella ragazza ci ha avvicinato e ci ha lasciato in mano dei bollini... non li avevamo mai visti quei bollini... noi siamo corsi allo spaccio e ci hanno dato due vasi...  abbiamo cominciato a mangiare a mangiare... non riuscivamo a fermarci... in mezz'ora i due vasi erano vuoti e noi avevamo la pancia piena... ma la notte siamo stati malissimo... non si può non mangiare niente per giorni e poi abbuffarsi in quel modo... ma perchè non avete comprato altro?... con quei bollini solo quello ci hanno dato... e poi era già strano che avessimo dei bollini... i prigionieri non ne possedevano... prigionieri?  Era come stare in un carcere allora? Qualcosa di molto simile rispondeva lui e io non capivo.  Il papà mi faceva ridere... loro con la pancia grossa e piena di melassa... poteva essere simile al miele, quello che a me non piace e mi fa vomitare solo se sento l'odore...  Papà mi racconti una storia?  ancora una, dai quella delle patate. Le patate erano conservate sotto la terra... sotto la paglia...  per non farle congelare. Erano dei tedeschi, le patate.   Noi non potevamo riempirci le tasche con di patate altrimenti ci avrebbero beccato, un coltello per togliere la buccia non c'era, la pancia era vuota, l'unico sistema per riempirsi la pancia era mangiare e mangiare. Non lasciare nulla nel piatto con tutti i bambini che muoiono di fame  e ancora ancora ancora…
Forse tutto questo lo capii solo un pomeriggio...
Mai! mai, non farlo mai più, nemmeno per gioco!  
Sopra l'armadio della camera da letto, mio padre teneva un fucile avvolto dentro un morbido panno bianco. Avrei dato qualsiasi cosa per toccarlo. Un giorno riuscii a prenderlo arrampicandomi su una sedia e lo puntai dritto contro mia sorella per giocare.  
La faccia grande di mio padre apparve sulla porta. Era di ghiaccio. Mi prese l'arma.   
Mai, non farlo mai più, nemmeno per gioco. Aveva una strana espressione con il fucile in mano, ricordava la guerra.  Dal sud al nord era arrivato mio padre, per via della guerra, poi era finito in un campo di lavoro in Germania. Mi raccontava un sacco di storie strane. "Sai perchè ho i denti bianchi e forti? Perchè una volta quando tu non eri ancora nata ho mangiato un KG di kartoffel con tutta la buccia. Sempre quella delle patate. Kartoffel kartoffel kartoffel. Patate patate patate. "Meine liebe" diceva mio padre, ma altro non voleva ricordare.     
Le ho fatte mangiare tutte intere a mia sorella, le patate. 
"Buone" diceva lei. Buone dicevo io. 
Ti resteranno per sempre i denti bianchi!  

Sarà per tutte queste storie che in quinta elementare all'esame ho parlato solo di fucili e di campi di concentramento, io sapevo tutto. La maestra non capiva mentre io sulla lavagna scrivevo: il mio papà di mestiere fa il campo di lavoro e le patate si mangiano con tutta la buccia.

9.12.14

Le Farfalle di Trieste

LE FARFALLE DI TRIESTE
Da un libro di Fabrizia Ramondino, l'attrice e regista Barbara Della Polla ha tratto uno spettacolo che riprende i temi della sofferenza psichiatrica. Un lavoro con quindici donne in scena, in cui allegria, dolore, esuberanza, fragilità sembrano miracolosamente in bilico, colte sul limite dove la vita e la sua rappresentazione si toccano. Di Passaggio che ha debuttato al Teatro Rossetti, prodotto dallo Stabile del Friuli - Venezia Giulia e dalla Piccola Società Cooperativa Cassiopea, sarà a Roma il prossimo aprile


di ROBERTO CANZIANI


Trieste - Quando era ancora bambina, Fabrizia Ramondino viveva a Maiorca. Erano gli anni Quaranta e il padre, console dell'Italia fascista, la portò un giorno a teatro. Dopo lo spettacolo, la ragazzina che tanto spesso aveva giocato con la voliera fatta costruire nel giardino della grande villa, gli rivelò un segreto. <<Papà, da grande voglio diventare come gli uccelli: una ballerina>>. <<No - corresse il padre - diventerai una bibliotecaria>>
(continua)
vai al link

IL CIRCO DELLE DONNE

IN PASSERELLA LE CLOWN DEL TORMENTO E DELLA TENEREZZA
Barbara Della Polla ha ideato Il Circo delle Donne, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del FVG, l'istituzione pubblica che opera a Trieste, e dalla Piccola Società Cooperativa Cassiopea. Nella città di Basaglia, quindici straordinarie artiste del disagio mettono in pista il diario delle proprie ferite. E sorridono


di ROBERTO CANZIANI


Trieste - Due anni fa la regista Barbara Della Polla aveva inventato uno spettacolo in cui il teatro scavalcava il teatro per tentare una bizzarra adesione alla vita. Le storie raccolte dalla scrittrice Fabrizia Ramondino durante la sua permanenza al Centro Donna di Trieste e pubblicate in un libro-inchiesta si trasformavano in un variété di canzoni e emozioni. Ospite nella città della riforma psichiatrica di Basaglia, Ramondino raccontava di donne ferite dalla malattia, fisica o mentale, donne che non aderivano al modello comune di donna, donne messe da parte sul lavoro o in famiglia. Alcune di loro avevano trovato la forza e l'ironia per salire in palcoscenico e trasformare in teatro il diario delle proprie ferite. Se possibile sorridendo. Di passaggio si intitolava lo spettacolo, che la guida registica di Della Polla aveva composto in un circo di racconti, talenti, divertimenti.(continua)
vai al link

27.11.14

writing weavers tessitrici di scritture

W - writing weavers - collezione di abiti e bags da indossare e portare con sé 
realizzati Cassiopea.


Il primo elemento di identità è il nome: 
Cassiopea è una poche costellazioni visibili 
in ogni periodo dell'anno, 
delle più facili da riconoscere grazie 
alla sua caratteristica forma a “W”. 


Così è anche la collezione di Cassiopea: 
pezzi unici, riconoscibili subito dal taglio e dai colori.
W è una linea che brilla per raffinatezza e semplicità. 

Ogni indumento è stato pensato e realizzato attraverso un processo 
che parte dalla scrittura teatrale 
ed arriva ad esaltare il lavoro artigianale in una sintesi artistica tra corpo, 
individualità e abito. 

Ogni indumento riflette una pluralità di stimoli, evitando le logiche industriali della moda, 
a favore della produzione di piccoli pezzi unici 
che seguono i tempi delle donne e non quelli delle stagioni del prêt-à-porter.


W - writing weavers, letteralmente tessitrici di scritture







giacca lana cotta
senza maniche
collo ampio e avvolgente
pezzo unico

t-shirt
applicazione personalizzata

abitino per una sera di festa
collo torciglione uncinetto

un abitino per una serata di festa
lana e applicazioni
foderato rosso

cappottino lana cotta
pezzo unico
abito crepe di seta
lavorazione tessuto a balze fatto a mano



4.8.14

dai 3 ai 93 una meravigliosa invenzione




MITTELFEST 2014








da un’idea di Barbara Della Polla e Ennio Guerrato

interventi marionettistici:
Carlo Furlan, Lorenza Muran, Ennio Guerrato, Barbara Della Polla, Fiona Sansone

interventi in video: Fausta Braga, Alfonso Cipolla, Eugenio Monti Colla,
Giuseppina Volpicelli
visual design Antonio Giacomin

con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

in collaborazione con
Comune di Cividale; Rotary Club di Cividale;
Istituto per i beni marionettistici e il Teatro Popolare – Grugliasco (Torino);
Associazione Ersilio M. – Roma

coproduzione Cooperativa Cassiopea – Trieste e Teatro Stabile FVG – Il Rossetti


per saperne di più vai al link


se vuoi vedere il documentario clicca sulla fotografia

19.4.14

UNA FIABA INFINITA piccolo video


Un pomeriggio di festa per bambini curiosi di tutte le età
Piazza Vittorio Veneto - Trieste
installazioni laboratori giochi libri letture fatte ad Arte
per bambini curiosi di tutte le età


grazie a tutti!
a quelli che son passati a curiosare
a giocare
ad ascoltare fiabe e filastrocche
a costruire giganteschi fiori di carta e parole
a chi ha tessuto le fila dei nastri celesti




grazie per la collaborazione
Naanstudio
Mostri113
Seed
Nat e a Konrad dei Piccoli
e alla Tipografia Artigrafiche Stella

per saperne di più UNA FIABA INFINITA

11.4.14

5 x mille CASSIOPEA POETICA-MENTE