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26.4.13

LA FORESTA DEI RACCONTI ABI(ta)TI


Uno spettacolo in forma di mostra. Una mostra in forma di spettacolo.

La foresta dei racconti abi(ta)ti, progetto installativo ideato da Barbara Della Polla e Rossella Truccolo, ha preso il via alcuni anni fa da un laboratorio di “sartoria migrante” che ha coinvolto decine di donne di varie nazionalità ed è una particolare commistione di più generi espressivi.
“Abitando” l’originale architettura della Sala Santa Rita dal 10 maggio al 6 giugno 2013, gli abiti luminosi e parlanti offrono un’esperienza interdisciplinare e plurisensoriale in bilico tra artigianato, teatro, arte e narrazione.

Una foresta d’abiti pazientemente cucita da abili mani di donne, fili, trame, sogni, dove l’oggetto “vestito” perde il suo valore quotidiano e scopre una molteplicità di usi e di richiami. Abiti come spazi da abitare. Abiti-installazione che toccano il cielo ed accolgono i visitatori, ognuno con una storia da raccontare: storie che parlano di donne e tessiture, storie di lingue diverse che si potranno ascoltare attraverso un i-pod abbinato ad ogni abito-racconto.

La mostra è promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale Dipartimento Cultura – Ufficio Programmazione e Gestione Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.  
A cura di Cassiopea – Trieste.

La foresta dei racconti abi(ta)ti è parte del progetto Vesti d’artista, che vuole dare voce alle tessiture reali e metaforiche che le donne conservano gelosamente da secoli unendo generazioni. Confezionare abiti è prendersi cura dei corpi riportandoli alla loro originaria bellezza. Allo stesso tempo, l’abito diventa un viaggio perché racchiude colori e forme e tracce dell’identità di ogni donna che l’ha pazientemente confezionato.
L’abito s/veste il suo uso quotidiano diventando mappa per narrare il mondo: luogo di relazioni, di viaggi, di ascolto, di trasformazione, di scritture e di racconti.


Sala Santa Rita 
via Montanara (adiacenze piazza Campitelli)
Orario di apertura
Mar-Sab ore 11.00-19.00
chiuso domenica e lunedì

INGRESSO LIBERO
Info: 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

Ufficio stampa Zetema Progetto Cultura
Gabriella Gnetti 0682077305 (348 2696259) 
twitter @ZetemaCultura




11.4.13

La Foresta dei racconti abi(ta)ti

foto Marco Covi

VESTI D’ARTISTA
a cura di Cassiopea - Trieste


Uno spettacolo in forma di mostra.

Una mostra in forma di spettacolo.

Una foresta d’abiti pazientemente cucita da abili mani di donne.

Non solo abiti indossabili ma abiti grandi che toccano il cielo, abiti che accolgono i visitatori: 
ognuno ha una storia da raccontare, storie di donne e tessiture, fiabe e canzoni, filastrocche e scioglilingua…

L’abito s/veste il suo uso quotidiano diventando mappa per narrare il mondo: luogo di relazioni, di viaggi, 
di ascolto, di trasformazione, di scritture e di racconti.

Gli abiti sono mondi reali, che avvicinano genti e culture, permettendo il cammino e l’incontro lì dove i fili si intrecciano…

Il progetto installativo, ideato da Barbara della Polla e Rossella Truccolo, ha preso il via alcuni anni fa da un laboratorio di “sartoria migrante” che ha coinvolto decine di donne di varie nazionalità ed è una particolare commistione di più generi espressivi. “Abitando” gli spazi gli abiti luminosi e parlanti offrono un’esperienza interdisciplinare e plurisensoriale in bilico tra artigianato, teatro, arte e narrazione.

15.5.12

GIO©ARTE - Legarsi alla montagna


 il nastro celeste

a cura della Cooperativa sociale Cassiopea (Trieste)
in collaborazione con Meravigliarte

da un’idea di Barbara Della Polla

conducono gli incontri
Enza Di Matteo
Cecilia Caffari
Ilaria Fasola
Zelda De Lillo

incontri di laboratorio per imparare l’arte
Teatro Tor Bella Monaca - Roma

19 e 20 maggio
22 maggio
26 e 27 maggio
29 maggio

ore 17
ingresso libero con prenotazione obbligatoria
06/2010579

bambini dai 5 agli 11 anni
massimo 20 bambini per incontro (possono partecipare anche gli adulti che accompagnano i bambini)

L'inizio della storia

Protagonista di questa fiaba è un'intero paese, la sua gente.
Un paese sconosciuto e che non esisteva nelle guide turistiche.
Un paese isolato dentro un'isola.
Si vede il mare da quel paese e soffre di vertigini il paese, tra rocce e grandi dislivelli: le montagne franano coinvolgendo a volte interi paesi come se volessero avvicinarsi al blu del mare profondo.
Gli abitanti di questo piccolo paese sconosciuto sono quasi sempre in allarme tra alluvioni e siccità. Quasi tutti sono pastori di capre, sono fieri e severi, oscuri e diffidenti. Affrontano l'avventura del viaggio scendendo verso il mare per poi mitizzare un ritorno difficile, coltivando sul posto la capacità di sognare. Un giorno il paese chiese alla sua grande artista bambina di costruire un monumento ai Caduti. Un primo passo si diceva per essere nella Storia. Ma la piccola grande artista si rifiutò non voleva pensare ai morti ma rendere onore ai vivi. Così dopo un po' di tempo la gente del paese sconosciuto disse alla piccola grande artista di provare lei a farli entrare nella Storia e di pensare ai vivi.
Maria, così chiameremo d'ora in avanti, la nostra piccola grande artista prese a camminare per le strade del paese, a parlare con la gente, a ricordare i giochi e far risuonare le filastrocche.
Si ricordarono di una fiaba che tutti i bambini da chissà quante generazioni avevano sentito raccontare. Una leggenda nata dalla fantasia di un poeta sconosciuto, un pastore forse o una donna del posto.
Si racconta di una bambina mandata sulla montagna a portare il pane ai pastori. Appena giunta impaurita dalla voce del tuono, trova greggi e pastori rifugiati in una grotta a causa di un temporale: Mentre guardano l'arrovo della pioggia che trascina sassi, vedono passare, portato dal vento, un nastro celeste. Per i pastori quest'immagine è una sorpresa fugace, forse un fulmine, ma niente che sia più importante, in quel momento, del pericolo che incombre su di loro. Per la bambina è uno stupore che la trascina fuori dal rifugio, verso la salvezza, mentre frana la grotta con greggi e pastori.

Un nastro che sostiene e guida porta la bambina fuori dalla grotta verso spazi aperti.
Ma solo per chi ha occhi e orecchie per la meraviglia, lo stupore la fantasia.

se vuoi saperne un po' di più