Visualizzazione post con etichetta Fondo regionale dell'audiovisivo FVG. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fondo regionale dell'audiovisivo FVG. Mostra tutti i post

9.7.12

L'isola nuda di Dunja Badnjević

copertina del libro /bollati Boringhieri

Un libro di memorie e insieme romanzo, che è la storia di una generazione segnata dalle tragiche vicende dell’ex Jugoslavia. Un’opera prima in cui splende il talento di uno scrittore consumato.
Dunja Badnjevic, a distanza di più di vent’anni dalla morte del padre, spezza il crudele incantesimo del silenzio, della memoria negata, del senso di colpa, e inizia un lungo viaggio.
È un viaggio in luoghi labirinto – di cui i ricordi sparsi rappresentano il filo d’Arianna – intrapreso per ritrovare la figura paterna e insieme, senza ipocrisie, la storia della sua famiglia (serbo-croata-bosniaca, quanto di più simbolico poteva esistere in terra jugoslava): una storia che si dipana nell’arco di un secolo, ma più dettagliatamente negli ultimi sessant’anni del Novecento.
Al centro, il lager di Goli Otok (l’isola calva), tristemente noto a chi si occupa di storia dell’Est europeo come la Kolyma del Mediterraneo.Lì vi fu rinchiuso per alcuni anni il padre dell’autrice, convinto internazionalista «epurato» da Tito dopo lo strappo con l’Urss nel 1948.Sul soggiorno a Goli Otok, Eshref Badnjevic lasciò un diario di cui ampi brani vengono riportati nel racconto diventando così una specie di volano per la storia narrata che si snoda attraverso una serie di flashback, di oscillazioni continue tra passato e presente.
Nel libro serpeggia un’atmosfera magica che conferisce concretezza visiva e olfattiva a ogni pagina: giardini autunnali sotto una coltre di foglie, ripide vie cittadine ammantate di neve, scabre rocce isolane tra folate di vento salmastro, l’odore acre di un carcere belgradese e i profumi d’Oriente nel Cairo di re Faruk, l’odore dei banchi e dell’inchiostro nelle aule del liceo gesuita di Travnik, gli splendori della magione avita in Erzegovina, il profumo di cipria in interni borghesi dalla scura mobilia, immersi in un musicale silenzio.
La mente non riesce a staccarsi da simili suggestioni anche molto tempo dopo aver letto le ultime malinconiche pagine sull’«apolitudine», la condizione – come scrive l’autrice – di chi è privato, dall’assurdità della guerra e della storia, di un’identità reale, di luoghi, amicizie, passato, sogni, radici, ricordi.
_____
Dunja Badnjevic, che è nata a Belgrado ma vive in Italia da decenni, ha alle spalle una vicenda esistenziale drammatica e complessa che si intreccia con importanti avvenimenti del Novecento. Suo padre, stretto collaboratoredi Tito, fu tra i protagonisti della guerra di liberazione in Jugoslavia e ricoprì incarichi politici di rilievo nell’immediato dopoguerra (tra l’altro fu ambasciatore al Cairo)


PREMIO JOHN FANTE 2008 - Opera Prima
PREMIO SCAFFALE 2009 - Premio letterario della Resistenza Città di Omegna
PREMIO ASTI D'APPELLO 2009 - Ex aequo
PREMIO PER LA CULTURA MEDITERRANEA 2009- Fondazione Carical
Finalista del PREMIO RAPALLO-CARIGE 2009

8.7.12

RITORNO ALL'ISOLA CALVA - GOLI OTOK




12 luglio 2012 ore 20.30
AUDITORIUM COMUNALE
piazza dell'Unità
Ronchi dei Legionari

Incontro presentazione del progetto di documentario, 
nella conclusione della fase di sviluppo, 
Ritorno all'Isola Calva

realizzato con il contributo del Fondo per l'Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.
Attualmente il documentario è in fase di pre-produzione


- Proiezione di parte del video Il Tramonto di Spartaco 
  produzione Prospettive Storiche


Proiezione e presentazione di una selezione delle nuove interviste/testimonianze   realizzate      

- Lettura di alcuni passi tratti da L'Isola Nuda di Dunja Badnjevič (Bollati Boringhieri 2008)
   a cura di Barbara Della Polla

saranno presenti all'incontro:

Dino Zanuttin, ex partigiano testimone diretto del "contro esodo"
Giacomo Scotti,         storico e scrittore
Franco Giraldi, regista
Marco Coslovich, insegnante e storico
Ennio Guerrato,         regista

Il documentario dal titolo “Ritorno all’Isola Calva” racconta le storie di quegli italiani, monfalconesi e istriani, che negli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, hanno scelto di emigrare o di rimanere in Jugoslavia. Per molti di loro, dopo la risoluzione del Cominform del giugno 1948 ci sarà la galera e l’espulsione dalla Jugoslavia. Per i più sfortunati i gulag di Tito e tra questi il più famigerato fu Goli Otok.

Crediamo fortemente nel contributo che il documentario, con la sua divulgazione televisiva, porterà alla conoscenza delle vicende storiche del monfalconese nell'immediato dopo guerra.


ricerche: Fabio Parente, Ennio Guerrato
regia:       Ennio Guerrato
produzione: Coop. Cassiopea Trieste
con la collaborazione Prospettive Storiche